Godersi lo spettacolo da un punto privilegiato: il narratore onnisciente

 

Prendete un classico dell’Ottocento, che so, “I promessi sposi”, “Anna Karenina” oppure “Orgoglio e pregiudizio”. C’è un particolare che ai lettori più esperti non sfuggirà e che accomuna questi capolavori assoluti della letteratura: la presenza di un narratore onnisciente in terza persona. Cosa significa esattamente?

Immaginate di essere i registi di un film, e di dover scegliere l’inquadratura migliore per far sì che lo spettatore si goda al massimo la vicenda, senza perdersi il minimo dettaglio, dalla più insignificante azione dei personaggi minori fino ai gesti, agli atteggiamenti e ai pensieri del protagonista. Addirittura, conoscendo in anticipo cosa sta per accadere. Dove posizionereste la vostra telecamera?

Sicuramente in una posizione che vi consenta di avere una visione d’insieme, magari dall’alto. Uno sguardo che abbracci idealmente tutto l’orizzonte, invece che concentrarsi sui singoli particolari.. Nulla vi sfugge degli eventi che state raccontando, e siete in grado di farlo capire agli spettatori/lettori ricorrendo fra l’altro a osservazioni e commenti sul carattere e sulle azioni dei personaggi.

Tutto questo grazie alla voce narrante, che usando la terza persona vi accompagna passo passo, prendendovi per mano dall’inizio alla fine del romanzo: spiegando, commentando, anticipando i punti di svolta più importanti. Perché “vede” l’intera storia dipanarsi davanti ai suoi occhi ed è in grado di raccontarla al meglio.

Ben diversa la “posizione” occupata dagli altri tipi di narratore: da quello “nascosto”, che si limita a raccontare i fatti in terza persona evitando commenti o interpretazioni personali, a quello “eterodiegetico”, ovvero esterno alla vicenda, fino a quello “omodiegetico” o “autodiegetico”, che si colloca internamente rispetto alla storia narrata.

Personalmente, nella scrittura di biografie e storie aziendali tendo a utilizzare prevalentemente la prima persona, ma ogni buon ghostwriter deve saper scegliere il taglio migliore e il punto di vista più originale, in grado di far risaltare al massimo gli eventi narrati e di coinvolgere il lettore dalla prima all’ultima pagina.

 

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