Mai sentito parlare di visual storytelling? È l’arte di raccontare storie efficaci e originali attraverso le immagini, che stimolano la fantasia di chi guarda e rendono più viva la narrazione. Bastano poche fotografie scattate con il cellulare, purché composte, selezionate e accostate con certi criteri.

La prima cosa che dobbiamo chiederci è quale sia il messaggio che vogliamo comunicare: scegliamo un oggetto, un luogo, dei colori, uno stile che lo rappresentino, e usiamolo come ossatura del racconto, spargendo “tracce” qua e là in tutta la narrazione in modo che chi guarda possa riconoscerle.

Se vogliamo creare il giusto ritmo per la nostra storia, dovremo fare in modo di avere sia primi piani che campi medi e grandangolari. I primi piani, ad esempio, possono essere molto utili per rappresentare le emozioni più forti, quelle che si dipingono sul viso del nostro soggetto principale. Ma attenzione a non esagerare con il numero delle foto, meglio selezionarne poche significative e scartare le altre. Mai essere ridondanti. L’importante è che la prima, quella che apre la serie, sia “forte” e coinvolgente, in grado di trasportare lo spettatore nel bel mezzo dell’azione.

Per lavorare sul tono delle immagini, possiamo giocare con lo sfondo, provando a sfuocarlo per ottenere un effetto drammatico, oppure sulla luce, scegliendo una chiave bassa (toni scuri con illuminazione minima). Da non dimenticare una delle regole auree della fotografia, quella dei terzi, secondo la quale il soggetto principale non va posto al centro della scena ma leggermente spostato di lato: in questo modo, paradossalmente, catturerà con più facilità l’attenzione di chi guarda. Infine, se decidiamo di corredare le nostre foto di didascalie, che siano brevi e chiare… insomma, keep it simple 🙂

 

 

 

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