“Ripensandoci, credo sia stata questa la mia educazione, quella che avrebbe contato qualcosa: le ore che passai seduta a una scrivania presa in prestito, cercando di analizzare piccoli frammenti di dottrina mormona e di imitare un fratello che mi aveva abbandonato. Fu così che acquisii una dote fondamentale: la pazienza di studiare cose che non riuscivo ancora a capire.”

E’ questa la scoperta di Tara, cresciuta in una famiglia mormona che vive reclusa tra le montagne dell’Idaho, lontana dal mondo e dalle sue minacce. Niente scuola, niente medici né medicine, neppure una registrazione all’anagrafe al momento della nascita. Quando il fratello Tyler decide di andarsene per frequentare il college, Tara prima si dispera e poi capisce che quella la sua è una scelta di libertà: la libertà di costruirsi un futuro che solo la conoscenza può dare.

Così, quando compie sedici anni, prende una decisione: se vuole diventare una donna adulta, prima o poi dovrà lasciare la casa paterna e mettersi a studiare. Comincia col procurarsi dei libri di testo, e con l’aiuto della madre riesce a essere ammessa all’università, dove scopre per la prima volta il significato di parole come “Olocausto” e “schiavismo”. Grazie a una borsa di studio si trasferisce in Inghilterra, all’Università di Cambridge, dove si laurea dieci anni dopo.

Dotato di uno stile di rara naturalezza e sincerità, il libro è il racconto lucido e accorato di questo percorso di identificazione, di crescita e di liberazione. La storia di una donna che lotta per liberarsi dagli opprimenti legami del passato e costruirsi una nuova vita, grazie al potere dei libri, della consapevolezza e della scrittura.

 

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