I 101 migliori finali nella storia del cinema secondo “Vulture”

 

Il cinema è scrittura, è racconto, è narrazione. E come tale ci appassiona tanto quanto un bel libro, del quale aspettiamo con ansia di conoscere il finale. Di recente la rivista americana “Vulture” si è divertita a stilare una classifica che farebbe impazzire chiunque ami le belle storie su celluloide: quella dei 101 migliori finali della storia del cinema. I fortunati redattori che hanno dovuto affrontare l’impresa si sono dati una sola regola ma ferrea, ovvero limitarsi a un solo film per regista. Il criterio di fondo che ha ispirato le loro scelte è stato privilegiare il concetto di diversità, che fosse di tono, di orgine, di autore, di soggetto o di genere.

Se è vero che non tutti i grandi film hanno un gran finale, è anche vero il contrario: ci sono film poco convincenti che sanno riscattarsi in zona Cesarini, e proprio per questo ci rimangono ancora più impressi nella memoria. Quello che è certo è che nel finale il regista dovrebbe concentrare il messaggio più importante del film, e la sensazione che proviamo quando si spengono le luci è spesso la chiave per comprendere la reale natura della storia che abbiamo appena seguito.

Nella classifica di Vulture ci sono finali ambigui, finali dark, finali-non finali, finali ballati, Ci sono finali catartici e lacrimosi, finali misteriosi ed enigmatici, finali che vorrebbero spiegare ma invece non lo fanno. E, naturalmente, ci sono i finali classici. Il comun denominatore tra tutte le infinite possibilità di concludere un racconto visivo è risultata essere una sensazione precisa: più che una risposta, un buon finale deve suggerire un’idea.

Tra le chicche contenute in questa raccolta, al primo posto metterei “Il silenzio degli innocenti” di Jonathan Demme (1991), che vede Jodie Foster nel ruolo di protagonista nella sfida impossibile al “mostruoso” Hannibal Lecter. Nei minuti finali del film Hannibal, che non è più stato inquadrato dopo la sua fuga dal carcere, chiama a sorpresa Clarice Sterling dalle Bahamas. Inizialmente il messaggio che le rivolge è rasssicurante: “Il mondo è più interessante se ci sei tu”, della serie se mi lasci in pace io farò lo stesso con te. Poi però arriva la zampata geniale di Demme.: “Mi piacerebbe parlare ancora un po’, ma aspetto un vecchio amico per cena” conclude Hannibal impassibile, mentre la macchina da presa inquadra la sua prossima, inconsapevole vittima. Inutile l’appello disperato di Clarice, che continua a ripetere “Dottor Lecter, dottor Lecter…”.

Cambiamo completamente registro e rifugiamoci nell’atmosfera sognante di “Stregata dalla luna” di Norman Jewison (1987). Loretta Castorini (Cher) è promessa a Johnny Cammarieri (Danny Aiello), ma ama (ricambiata) suo fratello Ronny (Nicholas Cage). Nella scena finale, la famiglia Castorini al gran completo è seduta al tavolo della colazione quando Johnny appare all’improvviso, dichiarando di non poter sposare Loretta. A quel punto Ronny rivela il suo amore a Loretta davanti a tutti, scatenando un putiferio di emozioni diverse: rabbia, gelosia, amore, gratitudine. Alla fine, complice una bottiglia di ottimo champagne, i presenti brindano alla reciproca felicità, perché su una cosa sono tutti d’accordo: l’unica cosa che davvero conti nella vita è l’amore. L’ultima inquadratura è dedicata a una foto in bianco e nero dei nonni Castorini, come a suggerire che la famiglia è – o dovrebbe essere – il luogo degli affetti per eccellenza.

Dopo un capolavoro del genere thriller e una commedia romantica e sofisticata, chiudiamo con un “action movie” intelligente e adrenalinico come “Point Break” di Kathryn Bigelow (1991). Chi non ricorda la sfida all’ultima onda tra l’agente dell’FBI Johnny Utah (Keanu Reeves) e il surfista-filosofo Bodhi (Patrick Swayze)? Johnny si infiltra nella banda di Bodhi, sospettata di essere autrice di una serie di sanguinose rapine nelle banche di mezza California.. I due sono su posizioni opposte, però si ammirano e si rispettano. Il duello non può che essere teso e incerto fino all’ultimo., e si concluderà nell’unico posto possibile: una spiaggia battuta da onde enormi, impossibili da affrontare anche per un surfista abile e geniale come Bodhi. “Vaya con Diòs” sono le ultime parole di Johnny, che si fa convincere a lasciar andare il suo avversario verso un destino inevitabile. Con la forza della disperazione, Bodhi spinge la tavola da surf fin sulla cresta di un gigantesco muro d’acqua, che finisce per travolgerlo consegnadolo per sempre alla leggenda.

Se con questi pochi esempi vi ho fatto ingolosire e volete conoscere il resto della classifica, questo è il link all’articolo di “Vulture”:

www.vulture.com/article/the-101-best-movie-endings-of-all-times-ranked.html.